But I still Haven’t found…

…what I’m looking for…

Così canta la canzone degli U2. E mi rimarrà sempre impressa. Sono passati 16 anni dal capodanno 2002, passato a Vienna con amici, 21 anni di età, nel pieno degli studi universitari iniziavo ad affacciarmi all’età adulta vera e propria.

Un uomo, una decina d’anni in più di me, forse difficile dare un’età precisa a chi vive per strada, mi ferma in metropolitana e mi chiede in tedesco qualcosa che capisco essere una richiesta di soldi per mangiare. Tutta una serie di esperienze in tal senso mi hanno fatto arrivare alla decisione pregressa di fare esclusivamente beneficenza a organizzazioni che aiutano questa gente e non direttamente, quindi nego.

Durante la giornata si visita la città, usciamo, concerto di mezzanotte, e si inizia a girare aspettando la mezzanotte. La mezzanotte arriva e viene festeggiata con un bel litigio iniziato dalla mia ragazza dell’epoca. Mi ricordo le lacrime, il freddo e il palchetto con un complessino che suonava la canzone degli U2. Nella piazza, io che smetto di inseguire la mia ex, e incontro lo stesso uomo dell’elemosina che sta bevendo alla bottiglia di cocacola da 2 litri, e si stacca solo per cantare (ubriaco) il ritornello con una partecipazione incredibile. Cappello di pile di quelli con la testa di animale (non ricordo bene quale) tutto storto sulla testa e un sorriso che posso contare poche volte di aver avuto in vita mia.

Quando succedono queste cose penso sia un segnale che mi vuole essere comunicato. In questo caso era di prendere la vita più semplicemente. Tutt’ora mi chiedo se quell’uomo abbia trovato la sua strada, io ho trovato la mia, ma quel sorriso, beh… Non ce l’ho spesso.

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